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Il Pensiero del Mese

La vita è bella comunque essa sia

Il pensiero del mese di marzo 2010

“In fondo la vita di tutti noi non è altro che un’attesa.
L’importante è non sbagliare riguardo a ciò che dobbiamo attendere. La mia storia mi fa capire che la tensione da vivere, cioè l’attesa da mantenere viva, è quella della salvezza eterna, è quella della nostra sopravvivenza alla morte, è quella di un abbraccio che ci aspetta per il quale siamo nel mondo e grazie al quale la nostra situazione attuale, qualunque essa sia, diventa dono, diventa tramite, cammino, mezzo, aiuto per arrivare alla felicità vera e piena. E’ questa tensione, questa attesa, l’accorgermi di non essere solo in questa attesa, lo sperimentare che c’è la compagnia, che c’è il perdono, sono tutte queste cose che mi consentono di vivere una gioia di fondo, pur tra le ansie e le difficoltà, che per me è già preavviso, un segno della gioia piena per la quale mi sento fatto” .

Così scriveva Gianni Rodari il 21 ottobre del 1986 a quattro anni dalla morte preannunciatagli nel ‘79 con la scoperta di un tumore al rene.
Non è quindi il discorso teoricamente bello e ortodosso di chi ha imparato le regole della vita, ma una dolorosa e, in fondo, dolce scoperta del segreto della vita dentro le sofferenze terribili di chi per anni combatte, con piena consapevolezza, la terribile infermità.

Gianni non guarisce, ma avviene un miracolo perché la sua preghiera di poter aiutare fino al diploma di maturità il piccolo Marcello, che dovrà prendere il suo posto alla sua morte nel sostenere la mamma Lella e i fratellini Paolo e Giovanni viene misteriosamente esaudita.
L’intento si traduce pure: nei diari di quei giorni scritti: “…perché il Signore mi aiuti a cogliere il significato della mia vita e a viverla in funzione di questo significato“.
Appare anche lo sguardo di chi afferra e penetra finalmente che tutta la vita e anche la malattia più terribile,  è data per un compito:
“Il don Bruno mi ha fatto capire che devo vivere questa sofferenza come un compito, così come un compito finora ho cercato di vivere tutta la vita. Sono molto d’accordo con questa interpretazione della vita come compito da svolgere, perché solo così la morte e la sofferenza diventano cose degne dell’uomo”.

La vita allora diventa come
« un treno che corre sulle rotaie della vita…
quando noi nasciamo saliamo su questo treno
lungo il nostro viaggio incontriamo, conosciamo tante persone…
queste persone lasciano dentro sempre un qualcosa che porteremo sempre con noi
anche quando loro non saranno più al nostro fianco.
Purtroppo questo treno ha delle fermate  e qualcuno scende e a volte non lo rivedremo più…
noi non vorremmo che nessuno scendesse da quel treno e poter fare il viaggio assieme,
ma a volte le strade si dividono e questo treno si ferma fa scendere e riparte
verso la prossima fermata: così è la vita…»  (x)

Nota:
Gianni Rodari
(Omegna, 23 ottobre 1920 – Roma, 14 aprile 1980) scrittore e pedagogista italiano, specializzato in compilazioni per ragazzi, assai famoso, e tradotto in quasi tutte le lingue del mondo.

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