Il pensiero del mese di aprile 2010
Tutti responsabili di tutti è lo slogan scelto dall’arcivescovo di Milano, il cardinale Tettamanzi, nei suoi incontri con gli amministratori locali della sua diocesi e con i giovani che frequentano le “scuole di politica”. Tettamanzi parla esplicitamente di mettere al centro il servizio ai più poveri, di uno stile di vita che non ammette separazioni tra pubblico e privato. Non bastano facce nuove messe in campo o tecniche per la conquista del consenso. L’arcivescovo ha ripetuto che l’insegnamento sociale della Chiesa non vuole essere un’imposizione o un’ingerenza in ambito civile, ma una guida al discernimento del bene comune in tempi di complessità e difficoltà.
Il maggiore stanziamento di soldi non è la soluzione unica ed essenziale. Nel territorio dove grande è l’attenzione all’altro sarà anche un territorio più sicuro e più vivibile, quando, come il buon samaritano, si è presenti nei servizi di cura alla persona.
Quando continuiamo a mettere in mano ai giovani tre o quattro cellulari, convinti che sia questo il modo per stare meglio, facciamo un grosso errore. E’ l’impegno educativo, culturale, artistico, cioè tutto quello che fa crescere la persona che crea un futuro dignitoso per la società.
Qualcuno ha parlato di un settore antico, ma sempre nuovo, la philokalia, cioè l’amore per il bello. L’Italia non ha rivali e concorrenti nell’offerta di cose belle: dal paesaggio naturale, alla bellezza artistica, letteraria, pittorica, archeologica, musicale. Qualcuno ha definito il nostro Paese, il museo “a cielo aperto” più grande del pianeta.
Ma questo patrimonio non sarà lodevolmente sfruttato e valorizzato fino a quando i valori morali, umani e cristiani rimarranno un ricordo “storico” senza orientare le giovani generazioni alla costruzione di ideali, base di una crescita futura per tutta la nostra società
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